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Tientsin

ottobre 23, 2007

Quando Shanghai era ancora un piccolo villaggio, Tientsin era già una città prospera. Il nome tuale, Tianjin, deriva da quello di Tianjin wei (capitaneria del guado celeste) dato alla città durante la dinastia Ming, quando divenne un importante centro di trasporto marittimo per le provvigioni alla corte del “Figlio del cielo”. Con l’occupazione nel 1860 da parte di truppe inglesi e francesi si sviluppò la parte europea della città a sud dei vecchi insediamenti. Da questa mescolanza di abitanti la città acquisì anche una mescolanza di stili architettonici.

“Da Shanghai andai a Tientsin a fare servizio di guardia sui confini della concessione per circa 23 giorni. La concessione era grande 3 o 4 km, in tutto ci vivevano forse 400 anime compresi i cinesi che erano la maggioranza. Vi era di stanza il Battaglione San Marco che proteggeva i diritti della concessione acquistati negli anni. Fra il Battaglione e i cinesi c’erano ottimi rapporti. ”

La concessione venne ceduta al governo italiano, a titolo di affitto, nel gennaio 1901; si trattava di un terreno povero e paludoso. In pochi anni divenne un elegante insediamento in perfetto stile italiano, l’area fu ripulita e risanata. La sovranità territoriale della concessione apparteneva alla Cina ma italiani erano i poteri giurisdizionali sui propri sudditi e l’esercizio di altri poteri sovrani. L’amministrazione della concessione avveniva col sistema della municipalità, approvato il 3 gennaio 1923 dal Ministro per gli Affari Esetri italiano. In quegli anni la concessione aveva un’area di 460.000 mq e una popolazione di circa 20.000 abitanti. Nel ’37, il Battaglione San Marco di stanza a Tientsin era comandato dal C.C. Aurelio Raggio, che, dopo l’incidente tra cinesi e giapponesi dell’8 luglio (Pechino distava solo 200 chilometri) pose i suoi uomini in stato d’allarme e a difesa della concessione italiana. Si temeva infatti che le truppe cinesi attaccassero la concessione giapponese, che sorgeva accanto a quella italiana. La posizione degli italiani era delicatissima perchè un qualsiasi intervento errato ritenuto tale da uno dei due contendenti avrebbe potuto coinvolgere il battaglione in azioni di rappresaglia. I giapponesi occuparono la città il 30 luglio.

“Gli italiani di Tientsin stavano bene economicamente. Non c’erano quindi discriminazioni nei confronti dei cinesi. Anche quando i contrasti fra cinesi e giapponesi si sono fatti più preoccupanti gli italiani della concessione, come del resto tutti gli stranieri qui come a Shanghai, non davano segno di preoccuparsi, pensavano di essere in una botte di ferro perchè vivevano nella concessione. Invece la prima zona che hanno occupato i Giapponesi è stata proprio la concessione, così come fecero a Shanghai con il Settlement. Nella fase più cruenta della guerra gli italiani hanno dovuto ritirarsi dalla concessione. Il Battaglione San Marco e diversi civili hanno abbandonato la località e con un viaggio alquanto pericoloso sono arrivati a Honk Kong dove sono stati accolti sul Montecuccoli. I civili hanno trovato imbarco su piroscafi civili.”

Fortunatamente il corpo italiano riuscì a rimanere fuori dalla mischia, ma si ebbe ugualmente un caduto. Morì sotto i colpi di una mitragliatrice il sottocapo furiere Renzo Consolini, e rimase leggermente ferito il sotto capo elettricista Domenico De Mauro. Lo stato di emergenza, in città, per le truppe italiane rimase tale fino all’ultima decade di agosto.

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