Il titolo di questo libro potrebbe sembrare misterioso, ma Montecuccoli è l’incrociatore della marina italiana “Raimondo Montecuccoli” che nel periodo 1937-1938 ha compiuto, sotto il comando dell’ammiraglio De Zara, una missione militare in Giappone.
A bordo di quella nave c’era anche il nonno dell’autrice, che si chiamava Aroldo Sabbadin ed era capo elettricista, quindi un semplice sottoufficiale, che si trovò, tuttavia, al centro di un episodio poco noto, ma, comunque, importante nella storia della marina italiana.
Come omaggio alla memoria del nonno che da bambina come è scritto nella dedica iniziale “con i suoi racconti / ha instillato in me l’animo della viaggiatrice” la Casazza si è apprestata a raccogliere materiale memorialistico e fotografico, utile per fornire al lettore una ricostruzione dettagliata della missione della nave su cui prestava servizio suo nonno.
Il volume è ricco, infatti, di foto in bianco e nero che ci restituiscono oltre alla prospettiva della vita a bordo, anche quella dei luoghi (come Tokyo e Saigon) visitati dalla nave durante il suo percorso e in particolare della città di Shangai, bombardata dai giapponesi in guerra contro la Cina. Si tratta di un conflitto poco noto e, quindi, l’autrice spiega giustamente nel primo capitolo intitolato Il viaggio: “Quando i giapponesi nel 1937 invasero la Cina si concretizzò il rischio che dalla loro concessione di Shangai essi si muovessero per occupare le vicine concessioni Internazionale e Francese. Per evitare che ciò avvenisse le potenze occidentali, che già avevano nella zona piccole unità da guerra e navi fluviali, inviarono ad ulteriore rinforzo unità più importanti, come gli incrociatori. Per questo venne mandato in missione il Montecuccoli che, assieme alle altre forze occidentali, si sarebbe limitato a salvaguardare gli italiani presenti nella concessione di Shangai.”
Nei capitoli successivi viene descritta nei dettagli la missione compiuta a Shangai, ma vengono anche spiegate le tappe del viaggio sia all’andata sia al ritorno, l’equipaggiamento della nave e vengono inoltre riportate numerose testimonianze, da quella del comandante ammiraglio De Zara a quelle di alcuni membri dell’equipaggio ed in particolare del nonno dell’autrice.
In conclusione, “Montecuccoli.1937-1938” è un interessante e dettagliata ricostruzione di un episodio poco conosciuto della storia militare italiana, raccontato dal di dentro, con lo spirito di un reportage giornalistico.

La recensione di Cristina Contilli per Literary
Febbraio 11, 2009
Il libro in offerta
Febbraio 9, 2009Segnalo che nella libreria on line Via dei libri è possibile acquistare il libro dedicato al Montecuccoli con lo sconto del 10%.

Montecuccoli su Scrigno
Febbraio 5, 2009Anche la rivista letteraria on line Scrigno ha parlato del libro dedicato al Montecuccoli.
Qui l’articolo.

Montecuccoli: il commento di Flavio Cremasco
Febbraio 4, 2009Un libro ricco di fotografie e di appunti di diario di alcune persone che sul Montecuccoli hanno speso parte della loro vita rendendo servizio alla nazione.
E’ la storia di questo incrociatore, del nonno dell’autrice Aroldo Sabbadin che ne era il capo elettricista, dell’ equipaggio e dei luoghi visitati durante sedici mesi di missione in estremo oriente. Quasi un’avventura dato il periodo, parliamo del 1937 -1938.
Il libro descrive bene momenti di storia che non conoscevo non avendoli mai letti ne sui testi scolastici ne in altri libri divulgativi e mostra tra l’altro e con il grosso aiuto delle splendide fotografie, la vita di due città della Cina : Tientsin e Shanghai con particolare riferimento alle “concessioni” straniere tra cui quella italiana e ai pericoli dovuti alle ostilità tra la Cina e il Giappone.
Flavio Cremasco
http://www.anobii.com/flaviocrem/books
Grazie Flavio per avere rivissuto, leggendo il libro, l’avventura dei marinai del Montecuccoli ed avere contribuito così a mantenerne viva la memoria.

Ancora impressioni positive sul libro
Gennaio 20, 2009Sono veramente molto lusingata per la recensione che Monica Caira, bravissima autrice esordiente ha fatto a Montecuccoli 1937-37. Viaggio in Estremo Oriente.
Ho fatto un viaggio meraviglioso, ragazzi!
Ho viaggiato in senso geografico, partendo dall’Italia per arrivare in estremo Oriente e lì incontrare architetture, usi, strati sociali e luoghi che mi hanno incantato.
Ho fatto un viaggio con la fantasia, perché ero imbarcata con il Capo Elettricista di terza classe Aroldo Sabbadin, e non ho potuto fare a meno di cercare di osservare il suo lavoro, di capire le dinamiche di bordo e quelle che, provenendo anche da molto lontano, ne condizionavano lo scorrere dei giorni.
Ho fatto un viaggio storico in questioni che non conoscevo e che ho trovato ingiusto non abbiano avuto il giusto risalto nei libri di storia.
Ho fatto un viaggio con il cuore, cercando di immaginare i risvolti umani di incontri anche molto fugaci tra esseri che non avevano alcuna probabilità di incontrarsi ancora, volando con la fantasia su ciò che può essere stato e ciò che avrebbe potuto essere in tempi di pace.
Ho fatto un viaggio meraviglioso con gli occhi, attraverso fotografie in grado di cogliere attimi, sguardi, dettagli di assoluta bellezza e profondità.
Carla Casazza non ha scritto un romanzo, ma uno squarcio storico che non potrà non rapirvi il cuore.
Bellissimo.
Monica Caira
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Una recensione al libro
Novembre 4, 2008Riporto qui di seguito la bella recensione a Montecuccoli 1937-38. Viaggio in Estremo Oriente di Claudia, una lettrice di Anobii
Che sorpresa!!!
Quando ho visto il libro i miei sensi hanno esultato, infatti è grande, con la copertina rigida di colore blu come il mare, correlato da magnifiche foto dell’epoca, leggero e liscio sulla cui superficie la mano scorre piacevolmente.
E’ la storia del sottoufficiale Capo Elettricista Aroldo Sabbadin e dell’incrociatore Montecuccoli (su cui è imbarcato)che si snoda nei 29 anni di onorato servizio nella marina italiana.
Che meraviglia trovare nel racconto l’onore, l’amor di Patria, il prodigarsi in aiuti alle popolazioni civili! Un pezzetto della nostra storia di cui andare fieri e sono grata all’autrice per avermela fatta conoscere.
La scrittura è chiara ed essenziale intervallata dai racconti di Aroldo Sabbadin (gran bell’uomo!).
Nel leggerlo ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad un reportage di tipo giornalistico ben documentato sia per i cenni storici che geografici, che tecnici (propri dell’incrociatore).
Questa frase dell’autrice mi ha colpito “sono stata conquistata, come molti prima di me, da un mondo, l’Estremo Oriente visitato dall’equipaggio del Montecuccoli nel corso della spedizione, che aveva il fascino della contraddizione, strano miscuglio di moderno e antico; una realtà unica e speciale, nel bene e nel male.”….anche a me affascina il miscuglio di moderno ed antico!
L’autrice mi ha incuriosito non poco, per la sua passione ed accuratezza nel descrivere la storia, per il risalto che dà a valori come l’onore e l’amor di patria (tipico delle antiche legioni romane), per la scrittura particolare di cui è dotata e, per la passione che mi lega alla storia antica, mi piacerebbe che si cimentasse in un romanzo storico perchè il talento non le manca.
ANobii non mi permette due votazioni allora metto qui le stellette:
****, quattro per la scrittura e l’impostazione del libro
***, perchè mi è piaciuto ma non è il mio genere.
Carla mi hai piacevolmente sorpreso e incuriosito, non vedo l’ora di leggere al più presto un tuo romanzo….rigorosamente storico!!!!

Testimonianze – Francesco Pento
Agosto 28, 2008Inauguro con la testimonianza della signora Lorella Pento dedicata al padre Francesco questa nuova sezione del blog che spero presto si possa arricchire del materiale che vorrete inviarmi.
Mio padre si chiamava Francesco Pento, era del 1913.
Dopo essersi arruolato volontario in marina militare, seguì il corso di specializzazione a Pola, poi dopo un periodo di 6 mesi su di una nave officina si imbarcò sui cacciatorpedinieri, dove rimase per tutto il periodo
della guerra con il grado di capo cannoniere armaiolo.
Il 23 febbraio 1942 si trovava sull’USO DI MARE in qualità di sorvegliante puntatore, di un complesso da 120/50, nel mediterranoe centrale. Erano in missione di scorta ad un convoglio di navi mercantili e all’improvviso emerse a prora, a poca distanza dalla nave, un sommergibile.
Mio padre con prontezza aprì il fuoco colpendo l’unità nemica che si inabissò velocemente.
Per questa azione fu insignito della croce al valore militare.

Foto e testimonianze
Agosto 28, 2008Alcuni lettori mi hanno chiesto una foto ricordo del Montecuccoli. Sarò ben lieta di spedirvene una ma è necessario che assieme alla richiesta mi facciate avere anche un vostro contatto e-mail.
Ho letto con piacere i commenti di alcuni di voi che ricordano episodi legati a padri o nonni imbarcati sull’Incrociatore.
Chiunque desiderasse vedere pubblicata in questo blog una testimonianza in ricordo di un familiare imbarcato sul Montecuccoli o semplicemente una foto d’archivio, può inviarmi il materiale al seguente indirizzo montecuccoli1937@libero.it.

Recensione
Agosto 18, 2008Segnalo la bella recensione che Roberta De Tomi ha pubblicato dopo avere letto il libro dedicato al Montecuccoli.
La potete leggere qui

Un marinaio del Tigullio in Cina
Aprile 30, 2008
Vorrei segnalare Un marinaio del Tigullio in Cina , l’interessante saggio scritto da Maurizio Brescia che fa parte del volume Dal Golfo Ligure al Mar della Cina pubblicato nel 2005 in occasione della XXIV edizione della mostra Mare Nostrum allestita a Rapallo.
Il saggio presenta le fotografie della vasta collezione raccolta dal marò Natale Cocchi di Santa Margherita Ligure, imbarcato negli anni Trenta sulla cannoniera Lepanto, impegnata in una lunga missione in Estremo Oriente. Il saggio, oltre a presentare molte immagini interessanti che tracciano una storia visiva di quegli anni, si focalizza su puntuali approfondimenti dedicati non solo alla Regia Marina e alla sua attività in Oriente prima della Seconda Guerra, ma anche al contento storico e geografico in cui si trovarono le navi italiane e alle ricche informazioni di carattere tecnico e navale.
La posamine Lepanto venne varata nel 1927 nei Cantieri Navali Riuniti di Ancona: dislocava 1.040 tonnellate, aveva una velocità di 15 nodi ed era armata con 2 cannoni da 120 millimetri; 2 mitragliere pesanti da 40 millimetri e 80 torpedini. Inizialmente prese parte a crociere addestrative e nel 1931 fu utilizzata come nave idrografica per il completamento dei rilievi sistematici in Libia. L’anno successivo fu trasferita in Estremo Oriente dove rimase fino al 9 settembre 1943 quando fu affondata dal suo stesso equipaggio. Venne poi recuperata dalla Marina Giapponese che in seguito la cedette alla Cina.
