Archivio per Maggio 2009

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Il commento di Francesca Angelinelli

Maggio 29, 2009

Da quando l’ho ricevuto non sono riuscita a togliergli gli occhi di dosso. Prima l’ho sfogliato e ho guardato le foto e letto le didascalie. Poi ho letto la prima parte, introduttiva. E, infine, sono partita per il viaggio…
Questo è un libro bellissimo. Bellissimo e importante!
C’è tutto dentro, l’emozione, lavventura, il viaggio, la scoperta…
E per chi, come me, amo l’oriente, il piacere di scoprire quel mondo attraverso occhi che osservano con curiosità. Che non nascondono le cose brutte, ma si lasciano anche attirare da ciò che di bello hanno visto.
E’ un libro commovente, ma anche un libro “storico” perchè ci riporta a una pagina della nostra (nostra, di italiani, ma anche di cittadini del mondo) storia poco nota. E ci fa capire quanto, luoghi lontanissimi nel nostro immaginario, in realtà possano essere vicinissimi a noi.
Insomma, splendido! Grazie Carla! Per aver raccontato fatti, ma anche luoghi e soprattutto persone.

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Il commento di Vera Demes

Maggio 28, 2009

Che dire di questo libro.
Semplicemente stupendo. Mi è paiciuto moltissimo, forse perchè amo la commistione di forme di comunicazione: la parola scritta, l’immagine fotografica, i resoconti formali e amministrativi, i reperti d’archivio.
Nel libro di Carla Casazza c’è tutto questo, armoniosamente composto in una storia che è anche la nostra storia e che permette al lettore di immedesimarsi nel racconto e di rivivere intensamente la vivace e intensa dinamica del periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale.
Un libro da assaporare con calma, scritto con maestria e professionalità.

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Una testimonianza: Ascanio Nardone Monforte

Maggio 28, 2009

Queste foto me le ha inviate il signor Arnaldo Nardone, di Montevideo (Uruguay). Ritraggono il padre, Ascanio Nardone Monforte, nato a Fondi provincia di Latina, che ha condiviso con mio nonno e tanti altri uomini di mare l’esperienza del viaggio del Montecuccoli in estremo Oriente.

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La recensione di Giorgio Ottaviani su Colonne d’Ercole

Maggio 28, 2009

Con uno stile asciutto di taglio giornalistico, Carla Casazza ricostruisce un momento della nostra storia recente, sicuramente poco noto.
“Montecuccoli 1937-38 viaggio in estremo oriente” ripercorre in modo preciso l’intervento italiano a Shanghai, nella guerra cino-nipponica, ma non si limita a questo, offrendo anche un quadro vivido della Shanghai fine anni trenta, dove convivevano modernità e tradizione, dove ogni commercio è lecito, dove sembrano coesistere tutte le possibili pulsioni dell’animo umano.
Il filo narrativo segue la missione dell’incrociatore “Montecuccoli” su cui è imbarcato il Capo Elettricista di terza classe Aroldo Sabbadin, nonno dell’autrice. La descrizione degli eventi, precisa e documentata, si arricchisce così di ricordi personali che contrappuntano la narrazione degli eventi, offrendone un punto di vista più umano e partecipato. Bellissimo il corredo fotografico che completa e arricchisce il testo.
Mi fa piacere concludere questa breve presentazione, riportando le parole stesse dell’autrice che sicuramente meglio delle mie descrivono questo libro, prezioso, perché ci aiuta a capire come la Storia del mondo, quella con la “S” maiuscola raccontata nei trattati ufficiali, nasca da tante piccole storie misconosciute di gente comune.
“Ho deciso di raccontare questa storia per quattro motivi.
Il primo è sentimentale: ho raccolto le memorie di mio nonno, il Capo Elettricista di terza classe Aroldo Sabbadin, registrandole fedelmente e ripercorrendo assieme a lui quel periodo speciale della sua vita. Era un qualunque sottufficiale di Marina impegnato in una qualunque missione, ma inconsapevolmente stava vivendo un momento storico importante di cui, da questa parte del mondo, poco o niente si è saputo per tanto tempo.
La seconda ragione sta nel desiderio di presentare, con la maggiore esattezza e completezza possibile, la cronaca di un viaggio che guadagnò all’Incrociatore Raimondo Montecuccoli il titolo di ‘più valido camminatore’ per la notevole velocità di crociera mantenuta durante il viaggio: coprì la distanza Napoli – Shanghai in 17 giorni, in 16 mesi di viaggio percorse 50.000 miglia, toccando 31 porti diversi. L’intervento italiano in Cina, così come quello degli altri paesi occidentali che accorsero in aiuto della Shanghai assediata dai Giapponesi, servì a salvare innumerevoli vite. Si tratta di un episodio poco noto della storia militare italiana, ma ci fa onore.
Infine, sono stata conquistata dall’Oriente di allora, strano miscuglio di moderno e antico; una realtà unica e speciale, nel bene e nel male. Per quei marinai che, come mio nonno, non erano mai stati ‘dall’altra parte del mondo’, non si trattò di un semplice viaggio, ma della più grande avventura mai vissuta.”

Potete leggere l’articolo originale qui.